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Monday, November 30, 2009

Domenica, maledetta domenica


Piccolo mondo antico. A Grosseto è guerra aperta fra confesercenti e sindacati da una parte e grandi catene dall'altra.
La pietra del contendere? La nuova ordinanza comunale che impone la chiusura di tutti i negozi la terza domenica del mese.
Le grandi catene vorrebbero rimanere aperte, ma il comune dice no. Certo, bisogna dare atto all'amministrazione che il problema è spinoso.
Da una parte il Comune ha ragione, perdere i voti dei piccoli commercianti, che a Grosseto sono molti, sarebbe pericoloso in tempi così rosei. Naturalmente questa è una considerazione giornalistica e del tutto personale.
Il punto è se però sarebbe ancora più ragionevole fare la cosa giusta. Facendo un esempio sui massimi sistemi (viene più facile), si è sempre rimproverato al Governo di usare il consenso per generare consenso, anzichè per fare le riforme che servirebbero al paese.
Qui mi pare che la situazione si ripeta.
Credo infatti che un'ordinanza che limita l'apertura dei negozi indipendentemente dalla volontà dell'esercente sia un provvedimento francamente corporativo, su cui forse occorrerebbe tornare.
Voglio dire: in nessuno Stato liberale, come spero che il nostro possa chiamarsi, si può obbligare la gente a non lavorare. Penso che la paura dei commercianti sia fondata, ma non si può arrestare il corso della storia. Ci vorrebbe un altro congresso di Vienna e non funzionerebbe neanche stavolta.
Mi scuso per la franchezza, ma essere consolatori è compito dei politici, essere franchi è compito dei blogger.

Saturday, November 28, 2009

Toscana la bella


Da un'articolo di Michele Nannini uscito ieri sul Tirreno, ho estrapolato due dati interessanti:
1. negli ultimi 10 anni gli imprenditori che hanno effettuato più investimenti a Follonica sono i gestori/proprietari dei trentatrè stabilimenti balneari del Golfo.
2. il turismo balneare rappresenta il 53% del Pil Toscano.
Premesso che secondo me il Pil non è il massimo degli indicatori il secondo dato mi sembra impressionante.
Rappresenta una regione che produce per solo 4-5 mesi all'anno, significa che per la maggior parte dell'anno andiamo a mezzo regime.
Quello che nessuno ha fatto notare è che la Toscana non può affidare metà del suo sostentamento ad un settore stagionale che risente fortemente degli andamenti ciclici dell'economia. In poche parole se in un anno di crisi il turismo va male siamo già in una situazione di emergenza.
Forse sarebbe il caso che le varie amministrazioni toscane cominciassero (o continuassero, qualcuna ci prova di già) a creare nuove opportunità per investire in settori meno fragili strutturalmente.
L'articolo mi ha fatto tornare in mente le parole di un ex consigliere comunale di Rosignano, che era stato espulso dai Comunisti Italiani perchè troppo eterodosso:
"Ma siamo sicuri che la Toscana debba essere solo bella?".