Friday, December 11, 2009

Il patto di (in)stabilità


Come ogni anno a partire dal 2007, quando ancora governava il centrosinistra, i sindaci di tutta Italia si sono dati appuntamento sotto Montecitorio per protestare contro le misure della finanziaria riguardanti i comuni.
I problemi principali continuano ad essere il mancato sblocco delle risorse vincolate dal piano di stabilità (che potrebbero liberare 5-6 miliardi, fonte http://ilsole24ore.com) e i destini delle entrate irpef (i sindaci veneti in tempi recenti ne chiesero il 20%).
Purtroppo, come spesso è accaduto in questi anni gli incontri ottenuti, in particolare con Gianni Letta e con Gianfranco Fini, hanno procurato solo qualche cortese alzata di spalle.
Calderoli se ne è uscito con un meraviglioso: "aspettate il federalismo"! Beh se dopo la prima riforma federale varata dal centrosinistra nella legislatura 1996-2001 si deve ancora aspettare bisogna dire che quei federalistoni della Lega hanno lavorato bene in questi anni. Verrebbe da chiedersi se la Lega in fondo questo federalismo non lo voglia perchè tanto finchè non c'è la gente continua a votarla grazie allo spettro di Romaladrona.
Di sicuro c'è da dire che dai tempi di Cattaneo il federalismo parte dai comuni. Questa patacca di destra che ci governa (parole della buon'anima di Montanelli) sembra esserselo purtroppo scordato.

Thursday, December 10, 2009

Rifiuti, Iva illegittima sulla Tia ma per i cittadini è una beffa

Le aziende che gestiscono la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti fanno orecchie da mercante, il governo latita: gli utenti si possono pure dimenticare di riavere indietro i soldi dell'Iva sulla Tia (Tariffa igiene ambientale) relativa agli ultimi anni. Anzi, con molta probabilità quell'Iva dovranno pagarla anche per il 2010. Questa la linea dei gestori toscani, che così facendo snobbano la sentenza con cui nel luglio scorso la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l'Iva sulla Tia (il 10% della bolletta), dando di fatto il via libera a possibili rimborsi.

Intanto però la palla è passata al governo, che entro gennaio potrebbe cambiare rotta, approvando un decreto che per il futuro annulli l'Iva sulla Tia (la tariffa che ha sostituito la vecchia tassa sui rifiuti solidi urbani) e magari riesca a stabilire una volta per tutte se a sobbarcarsi i rimborsi per gli anni passati debbano essere i gestori del servizio ambientale o invece l'Agenzia delle entrate.

Dopo la presa di posizione dell'azienda livornese Aamps, anche altri gestori toscani spiegano che non hanno la minima intenzione di restituire l'Iva pagata in passato dagli utenti. In controtendenza il Comune di Pontremoli, che invece pochi giorni fa ha annullato l'Iva sulle bollette Tia dei cittadini. «Quella di non rimborsare gli anni passati e di applicare l'Iva per il 2010 - chiarisce Alfredo De Girolamo, presidente di Cispel servizi - non è una decisione dei gestori toscani, ma invece fa riferimento a una posizione nazionale di Federambiente, la federazione che riunisce tutti i soggetti che si occupano di igiene ambientale».

La sentenza della Corte costituzionale sottolinea come la Tia non debba essere soggetta al pagamento dell'Iva, visto che è una tassa e non una tariffa (sebbene Tia significhi proprio tariffa di igiene ambientale). Ciò implica che i Comuni o le aziende che gestiscono i rifiuti devono rendere ai cittadini che presentano richiesta di rimborso l'Iva pagata sulle bollette degli ultimi anni. Ma nessuno l'ha fatto. Il motivo di questo comportamento? Le aziende non attribuiscono valore di legge alla sentenza della Corte costituzionale. E quindi la ignorano. «Finché non sarà emesso - spiega Paolo Regini, presidente dell'empolese Publiambiente - un provvedimento legislativo che chiarirà la questione, andremo avanti così».
Uno dei motivi per cui le aziende si rifiutano di restituire l'Iva è che per loro significherebbe avere un'emorragia economica. «Mettiamo che tutti i nostri utenti - dicono alla Geofor di Pontedera - facessero richiesta di avere indietro l'Iva pagata finora, abbiamo calcolato che dovremmo rimborsare tra i 2,5 e i 3 milioni di euro. Sarebbe un problema».
Quindi i cittadini dovranno arrendersi al fatto che non rivedranno mai quel 10% pagato in più sulla Tia e dovranno proseguire i pagamenti nel 2010? Non è detto, perché il governo potrebbe decidere di cambiare la norma. «Nei mesi scorsi - riprende Regini - è stato presentato un emendamento che prevedeva l'annullamento dell'Iva dal 2010 e la restituzione dei pagamenti 2009, tramite decurtazione dall'Irpef dei contribuenti. L'emendamento è bloccato, ma forse a fine gennaio ci sarà una decisione».

di Anna Cecchini, da http://iltirreno.gelocal.it

Monday, December 7, 2009

Grosseto, dieci milioni di euro al Comune - da Il Tirreno

GROSSETO. «Potremo riprendere i pagamenti ai fornitori e potremo pagare tutte le fatture del 2009». Lo dice con sollievo il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, consapevole di uno scampato pericolo.
Da da ottobre infatti il Comune, nel timore di sforare il patto di stabilità interno, ha chiesto ai suoi fornitori di stringere la cinghia. La conferma dell'arrivo di una boccata d'ossigeno dalla Regione - la disponibilità di spesa di 10 milioni di euro - permette al sindaco di guardare con più ottimismo anche alla possibilità di rispettare il patto di stabilità.
«In questi mesi ci siamo trovati costretti - ricorda Bonifazi - a rallentare la spesa, e dunque i pagamenti dei fornitori, e ad accelerare la riscossione delle entrate: è un meccanismo perverso perché comunque va sempre a colpire le imprese in un momento già difficile per loro».
Il Comune ha una miriade di fornitori, più o meno grandi. Tanto per fare qualche esempio, ci sono aziende come Camst, che rifornisce le mense scolastiche, Coseca, o il canile Leprai. Ma nella chiusura dei rubinetti sono incappate anche le imprese edili che hanno lavorato, per esempio, nella sistemazione delle strade di Barbanella e Gorarella. «Tutte realtà che, a loro volta - ricorda Bonifazi - debbono pagare i propri fornitori e dipendenti».
La stretta, a ottobre, è stata necessaria per evitare di sforare il patto. «Eravamo combattuti - dice il sindaco - tra sforare il patto e rallentare i pagamenti, ma sforare significherebbe avere penalità tali, nel 2010, che ti farebbero rimangiare ciò che hai ottenuto di buono». Il Comune ha scelto, dunque, di provare a rispettare il patto. «È importante - dice Bonifazi - perché se rispetti il patto puoi fare, l'anno successivo, una gestione ordinaria della tua attività. È chiaro, però che deve essere trovato un criterio diverso per tenere sotto controllo la spesa pubblica e il problema è che gli enti locali i virtuosismi li hanno già fatti: noi abbiamo ridotto spese telefoniche ed energetiche, abbiamo il controllo di gestione dell'economato, l'attenzione su tutte le forniture, abbiamo anche congelato i gemellaggi».
Per rispettare il patto di stabilità il Comune deve avere un saldo positivo tra entrate e uscite di 5,6 milioni di euro. L'assessore Borghi aveva detto in consiglio comunale di avere la speranza di potercela fare velocizzando l'incasso di somme che spettano al Comune - come il rimborso, da parte delle cooperative edilizie, dei costi dei terreni di alcune aree peep (1,95 milioni) e degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e dei costi di costruzione (circa 2 milioni). E ora «faccio gli scongiuri - dice il sindaco - perché fino alla verifica finale (il 20 dicembre, ndr) non possiamo sapere se ce l'avremo fatta, ma sono cautamente ottimista».
Particolarmente soddisfatto per la decisione della Regione è il direttore della Cna Renzo Alessandri che parla di «una misura importante che Cna ha a lungo sollecitato ritenendo lo sblocco dei pagamenti della Pubblica amministrazione condizione necessaria a ridare ossigeno alle imprese che lavorano con gli enti locali».

Sunday, December 6, 2009

Precisazione sull'inceneritore

Ciao Francesco,

ho visto il tuo post sul blog dei giovani democratici. Solo per precisare una insesattezza, contrnuta nelle prime due parole della tua riflressione: "Il Consiglio Comunale..."
Il Consiglio Comunale non ha rinviato niente. Anzi abbiamo tenuto delle tappe forzate, con decine di riunioni di Prima Commissione e Conf dei Capigruppo per: a) revisione completa e modfica dello Statuto del Comune di Follonica, approvato il 29 ottobre ; b) modificare il Regolamento Comunale per i referendum consultuivi, dieci giorni dopo; c) Fare la rischiesta di indizione del Referendum e nominare la Commissione di Garanzia, il 2 dicembre. Tutto questo in tre mesi, accelerando i tempi il più possibile. Quindi il Consiglio ha fatto ampiamente il "suo", tagliando i tempi oltre ogni possiiblità materiale.
Arrivati al 3 dicembre, dopo alcune riunione tenutesi in Comune, allargate a tutte le forze politiche (sia rappresentate in Consiglio che non) e al Comitato per il No, è stata valutata questa possibilità di far slittare la data. Quindi termianto il percorso istituzionale, accelerato oltre modo, che aveva cercato di metterci nelle migliori condizioni possibili sui "tempi", dopo, nella sede che ti ho detto, e in particolare su proposta del Comitato, è stato proposto il rinvio. Così è. Come si dice, per la precisione.

Andrea Benini

Thursday, December 3, 2009

Pareri in fumo


Il Consiglio Comunale di Follonica ha rinviato il referendum consultivo sull'inceneritore di Scarlino. Notizia del 3 dicembre. Ciò significa che si potrebbe andare a Febbraio prossimo, quando la provincia avrà già preso una decisione riguardo alla concessione della Scarlino Energia.
Non è che io non sia preoccupato per le conseguenze che l'inceneritore ha sulla salute dei cittadini del golfo. Tutt'altro, sono sicuro che la certificazione EMAS non gliela danno.
Però a questo punto mi devo fare una domanda: essendo la provincia e non il comune a dover dare l'ultima parola (l'inceneritore non si trova nel comune di Follonica), che senso ha fargli arrivare un parere quando la decisione è già stata presa?

Sarebbe come se in tribunale la difesa parlasse dopo la sentenza. Non credo che avrebbe molto senso.
Alcuni esponenti della maggioranza hanno detto che semplicemente sarebbe impossibile organizzare il voto per il 10 Dicembre, e si rischierebbe di non raggiungere il quorum del 50%.
Non mi pare plausibile, basterebbe che i partiti mettessero a disposizione le loro sedi per l'allestimento dei seggi e già buona parte dei problemi organizzativi sarebbero risolti.
Come ha intelligentemente rilevato Paola Villani sul Tirreno, "stupisce che, visto che molte parti dello statuto sono state modificate, nessuno abbia pensato di eliminare il tetto del quorum o di abbassarlo". Parole sante.
Il punto è: perchè?

Per ora è meglio non rispondere, aspettiamo gli sviluppi. E poi non mi viene in mente nessuna risposta che mi piacerebbe sentire, quindi in fondo è meglio così.

Wednesday, December 2, 2009

Bagni Pubblici


Come al solito in Italia si fa di un problema privato un problema pubblico. I proprietari di stabilimenti balneari italiani protesatano a Roma "come metalmeccanici o insegnanti", scrive poeticamente il Tirreno, contro "l'Europa matrigna", aggiunge.

Già cattiva Europa! Cosa vuole stavolta? Bandire gare d'appalto senza diritto di prelazione per gli stabilimenti balneari.
Cosa vuol dire? Aumentare la concorrenza fra i gestori, in modo da abbassare i prezzi per "noi" bagnanti e disincentivare la cementificazione.
Già perchè se non sai se ti rinnovano la concessione, chi te lo fa fare di colare tonnellate di cemento sulla spiaggia!

Non mi sembra così arpia quest'Europa. Ma siccome in Italia si fa tutto per diritto di nascita i "nostri" pretendono di mantenere le vecchie concessioni automaticamente o semi-automaticamente rinnovabili, facendo blocco come ogni brava corporazione italiana.
Non solo, si permettono di dire che il danno è per il paese, che le sue "peculiarità" non vengono rispettate.
Porca miseria questa non la dobbiamo bere! Perchè?
1) al 99% dei turisti non frega nulla di chi gestisce il bagno, ma importa solo che "l'acqua sia bagnata" ergo, verranno lo stesso;
2) con questa direttiva si smetterà di costruire strutture permanenti sulle spiaggie, visto che dalla Polveriera al Tony's la spiaggia di Follonica sembra una colata continua, ergo se l'ambiente è più bello i bagnanti vengono più volentieri;
3) si incentiverà un migliore controllo dei costi negli stabilimenti, che dovranno regolarsi per potersi permettere le concessioni;
4) la concorrenza fra i gestori permetterà di pagare meno un'ombrellone, che è solo un pezzo di stoffa sotto il cielo azzurro, e non mi pare il caso di pagarlo l'ira degli Dei come adesso.

Anzi avanzo un'altra proposta al Comune in merito al quarto punto:

Le gare vengano fatte non in base ai prezzi che gli operatori fanno, non in base al prezzo che sono disposti a pagare per avere le concessioni.
Che il bagno ce l'abbia chi fa pagare di meno!

Certo che oggi sono proprio un giacobino...

Monday, November 30, 2009

Da Il Tirreno

Evasione Ici, i furbetti sono tanti

Prime case di residenza sotto inchiesta: dopo le lettere del Comune molti hanno scelto di sanare, i più non danno risposta
GROSSETO. Gli "007" incaricati dal Comune di mettere mano all'universo nascosto dell'evasione Ici, ci avevano visto giusto. A Marina di Grosseto troppi residenti dichiarati rispetto alla popolazione reale. Qualcuno dunque stava facendo il furbo, o almeno si era "dimenticato" di fare le cose per bene.
Come? Semplice. Berlusconi abolisce l'Ici, ma solo sulla prima casa di residenza. Ecco allora che più di un italiano si attrezza. E intesta anche la seconda abitazione a un parente (in i genitori ai figli), il quale si dichiara "residente in prima casa" e dunque si esonera dall'Ici. Salvo poi abitare in realtà da tutt'altra parte, magari proprio con mamma e papà. I quali, soprattutto se la casa in questione si trova in località vacanziere come Marina, spesso addirittura affittano la "casa di residenza" del figliuolo ai turisti.
Il sistema non è nuovo. Ma dopo il "taglio" del governo, i Comuni si sono trovati al collasso finanziario. E sono stati costretti alla tolleranza zero nei confronti del fenomeno.
Così il Comune di Grosseto, che con l'Ufficio Tributi e Patrimonio ha avviato una serie di controlli incrociati utilizzando l'anagrafe. E subito è saltato all'occhio il caso Marina, dove ufficialmente risultavano circa 2mila "prime case di residenza". Troppe.
L'Ufficio guidato dal dirigente Nazario Festeggiato ha imboccato una strada "soft". Una letterina, inviata tramite raccomandata ai residenti "sospetti", per invitarli bonariamente a presentarsi entro 60 giorni agli uffici e a chiarire la loro posizione. A ottobre, in due tranche a distanza di una settimana l'una dall'altra, sono partite 270 lettere. E l'effetto si è visto subito.
I primi a presentarsi, praticamente il giorno dopo aver ricevuto la lettera, sono stati proprio quelli in regola. I quali, a volte anche un po' offesi dal "dubbio", hanno chiarito le loro posizioni, subito archiviate. Sul totale di 270 sotto esame, sono l'11%. Poi però hanno cominciato a presentarsi i cittadini che, sapendo di non essere in regola, hanno chiesto il "concordato", cambiando subito residenza e iscrivendosi al pagamento Ici. Questi sono il 10% di 270: totale 21% di casi già chiusi.
E gli altri? Il 15% non ha ritirato la lettera (gli avvisi dei postini sono ancora appiccicati alle porte), segno che a quegli indirizzi non ci si abita poi troppo, in autunno. Il 37% ha ritirato la raccomandata ma ancora non si è presentato agli uffici, e il 26% si è presentato offrendo documentazioni ancora in fase di verifica.
Morale? «A gennaio avremo il quadro completo di questa prima mandata», dice Festeggiato, dopodiché si passerà al controllo a tappeto su tutta la città. Ma intanto il dato è abbastanza chiaro: se, su 270 "sospetti", solo l'11% è subito corso a dimostrare la propria correttezza, vuol dire che la maggior parte dei casi - alla fine - risulterà fuori regola. E, per capirsi, se anche a conclusione delle verifiche si recuperassero solo 100 contribuenti Ici, per il Comune significherebbe incassare oltre 50mila euro in più l'anno di tasse fin qui "negate". Una somma già importante, che però - secondo gli 007 comunali - potrebbe rivelarsi di gran lunga superiore.
«Ma sia chiaro - ribadisce Festeggiato - il tutto non con la volontà di punire i cittadini, ma nell'ottica dell'equità fiscale. Aumentare la base imponibile significa far pagare tutti quelli che devono pagare e dare migliori servizi alla collettività».
(28 novembre 2009)

Domenica, maledetta domenica


Piccolo mondo antico. A Grosseto è guerra aperta fra confesercenti e sindacati da una parte e grandi catene dall'altra.
La pietra del contendere? La nuova ordinanza comunale che impone la chiusura di tutti i negozi la terza domenica del mese.
Le grandi catene vorrebbero rimanere aperte, ma il comune dice no. Certo, bisogna dare atto all'amministrazione che il problema è spinoso.
Da una parte il Comune ha ragione, perdere i voti dei piccoli commercianti, che a Grosseto sono molti, sarebbe pericoloso in tempi così rosei. Naturalmente questa è una considerazione giornalistica e del tutto personale.
Il punto è se però sarebbe ancora più ragionevole fare la cosa giusta. Facendo un esempio sui massimi sistemi (viene più facile), si è sempre rimproverato al Governo di usare il consenso per generare consenso, anzichè per fare le riforme che servirebbero al paese.
Qui mi pare che la situazione si ripeta.
Credo infatti che un'ordinanza che limita l'apertura dei negozi indipendentemente dalla volontà dell'esercente sia un provvedimento francamente corporativo, su cui forse occorrerebbe tornare.
Voglio dire: in nessuno Stato liberale, come spero che il nostro possa chiamarsi, si può obbligare la gente a non lavorare. Penso che la paura dei commercianti sia fondata, ma non si può arrestare il corso della storia. Ci vorrebbe un altro congresso di Vienna e non funzionerebbe neanche stavolta.
Mi scuso per la franchezza, ma essere consolatori è compito dei politici, essere franchi è compito dei blogger.

Saturday, November 28, 2009

Stavolta facciamoci sentire

Come segretario del Partito Democratico, sento il dovere di fare un appello a tutti i cittadini di Follonica, senza distinzione di appartenenza politica affinchè sfruttino l’opportunità che ci viene data, per la prima volta, di parlare insieme dell’inceneritore di Scarlino. Martedì 01 Dicembre alle ore 15,30 si terrà presso la Sala Consiliare del Comune di Follonica, l’Inchiesta Pubblica sul riesame alla Via all’inceneritore: tutti possono partecipare, fare domande, osservazioni ed esprimere la loro opinione. E’ fondamentale cogliere questa occasione di vera democrazia per poter dimostrare quanto questo argomento sia importante per tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro della salute pubblica e dello sviluppo eco ambientale di tutti i siti che si affacciano nel perimetro del Golfo di Follonica. In un momento come questo, è fondamentale risvegliare il nostro senso civico e assumerci il ruolo di protagonisti, in relazione alle scelte future, per la migliore qualità della vita che dobbiamo esigere per noi e per le generazioni che ci seguiranno. Non dobbiamo voltare lo sguardo e farci cadere addosso delle decisioni piovute dall’alto, dobbiamo avere la forza di continuare ad esternare le nostre forti perplessità sulla effettiva necessità di un impianto come quello della Scarlino Energia nella zona del Casone, che inquina un territorio già purtroppo compromesso indebolendo con la sua attivazione la rinascita turistica di Follonica e a mio modesto parere anche del futuro porto di Scarlino. Per un pomeriggio mettiamo al primo posto la salute e il bene comune: ritagliamoci un po’ di tempo per ascoltare, riflettere e capire. Dimostriamo che ci siamo uniti in una lotta comune contro l’inceneritore e l’incenerimento a queste condizioni perché finalmente ,ora, tutte le forze politiche sia della maggioranza che dell’opposizione ,con l’apporto compatto costante e prioritario di tutta l’amministrazione, di Follonica possano lavorare insieme per un unico obbiettivo. Questa è la prima volta da 15 anni a questa parte che i cittadini di Follonica hanno la possibilità di partecipare attivamente ad un’udienza di tale importanza. Cerchiamo di non perdere questa opportunità.

Anna Maria Gaggioli

Toscana la bella


Da un'articolo di Michele Nannini uscito ieri sul Tirreno, ho estrapolato due dati interessanti:
1. negli ultimi 10 anni gli imprenditori che hanno effettuato più investimenti a Follonica sono i gestori/proprietari dei trentatrè stabilimenti balneari del Golfo.
2. il turismo balneare rappresenta il 53% del Pil Toscano.
Premesso che secondo me il Pil non è il massimo degli indicatori il secondo dato mi sembra impressionante.
Rappresenta una regione che produce per solo 4-5 mesi all'anno, significa che per la maggior parte dell'anno andiamo a mezzo regime.
Quello che nessuno ha fatto notare è che la Toscana non può affidare metà del suo sostentamento ad un settore stagionale che risente fortemente degli andamenti ciclici dell'economia. In poche parole se in un anno di crisi il turismo va male siamo già in una situazione di emergenza.
Forse sarebbe il caso che le varie amministrazioni toscane cominciassero (o continuassero, qualcuna ci prova di già) a creare nuove opportunità per investire in settori meno fragili strutturalmente.
L'articolo mi ha fatto tornare in mente le parole di un ex consigliere comunale di Rosignano, che era stato espulso dai Comunisti Italiani perchè troppo eterodosso:
"Ma siamo sicuri che la Toscana debba essere solo bella?".

Friday, November 27, 2009

Salve

Mi presento, sono Francesco Titoni, naturalmente il nome non dice niente ma da oggi sono il nuovo amministratore di questo blog.
Il non meritato incarico mi è stato affidato dal segretario dei giovani della mia città, e l'ho accettato volentieri. Non ho molta esperienza, ma da qualche mese tengo un blog mio (http://altraeuropa-tito.blogspot.com) con cui spero di portare un modestissimo contributo ad un web saturo di blogger e pseudo-comunicatori improvvisati.
Spero di non deludere i Giovani Democratici di Follonica, a cui questo blog appartiene e di cui non pretendo di essere la voce. La mia non sarà una gestione monocratica. Chiunque, e intendo chiunque non sono loro, può inviare commenti e contributi all'indirizzo che trovate nella sezione scriveteci del blog. Gli articoli saranno pubblicati a nome dell'autore come post su questo blog, senza censura e senza moderazione.
Vi ringrazio per la pazienza che avete avuto nel leggere queste parole e spero che la mia "amministrazione" non vi deluda.

Tito

Wednesday, November 25, 2009

La controriforma Mugnai


L'Italia non è un paese per liberalizzatori, né per giovani. Più agguerrite che mai, le varie lobby che negli anni scorsi hanno visto intaccati i loro interessi dalle liberalizzazioni dei decreti Bersani stanno dettando la restaurazione. Ne è un esempio eclatante la riforma della professione di avvocato, appena approvata dalla commissione Giustizia del Senato. Cancella i pochi provvedimenti innovativi dalla legge 248 del 2006 e ribadisce una impostazione assolutamente corporativa della gestione della professione di avvocato.

La breve stagione delle “lenzuolate” di Pier Luigi Bersani è morta e sepolta. Più agguerrite che mai, le varie lobby che hanno visto intaccati i loro interessi stanno dettando la restaurazione. La riforma della professione di avvocato, approvata la settimana scorsa dalla commissione Giustizia del Senato, ne è un esempio eclatante. Cancella i pochi provvedimenti innovativi dalla legge 248 del 2006 e ribadisce una impostazione assolutamente corporativa della gestione della professione di avvocato. Non è un paese per liberalizzatori, né per giovani, che trarrebbero vantaggio da una regolamentazione meno corporativa dell’attività forense.

LA RESTAURAZIONE

Il mercato dell’attività forense italiano non è certo un far-west senza regole. La tavola sotto riporta l’indice di regolamentazione della professione di avvocato per i paesi Ocse. Nel 2008 l’Italia si colloca al ventiseiesimo posto su ventisette paesi per quel che riguarda la regolamentazione complessiva: solo la Turchiaha un livello superiore a quello italiano. Siamo ai massimi livelli per la regolamentazione dell’accesso alla professione, mentre andiamo un po’ meglio per la condotta - quello che un avvocato può e non può fare in termini di pratiche concorrenziali -, grazie alla legge 248 del 2006 con una serie di provvedimenti per “il rilancio economico e sociale”. Tra le altre cose, la legge ha abolito le tariffe minime, il divieto di tariffe contingenti al risultato, quello di pubblicità, quello di fornire i servizi da parte di società di persone. Tariffe minime e restrizioni sui contratti stipulabili sono classiche misure di restrizione alla concorrenza. La possibilità di fornire servizi da parte di società di persone dovrebbe contribuire al nascere di forme organizzative più moderne e produttive. La legge non modificava la disciplina di accesso alla professione. Tuttavia, la scelta di liberalizzare prima la condotta e poi l’accesso è comune a molti paesi che hanno intrapreso il processo di liberalizzazione dei servizi professionali. Lasciava ben sperare che il provvedimento fosse il primo di un percorso più ampio.
Il disegno di legge approvato in commissione Senato spegne ogni illusione: dopo un passo avanti, due indietro.

a) In termini di restrizioni alla condotta, vengono reintrodotte le tariffe minime, “inderogabili e vincolanti”. Lo stesso non vale però per le massime: “È consentito che venga concordato tra avvocato e cliente un compenso ulteriore rispetto a quello tariffario”. Sono vietati accordi fra cliente e avvocato che prevedano il pagamento di una parcella solo nel caso che la causa sia vinta (contingency fees). La pubblicità, seppur non vietata, viene fortemente regolamentata: “È consentito all'avvocato dare informazioni sul modo di esercizio della professione, purché in maniera veritiera, non elogiativa, non ingannevole e non comparativa”.
b) Quanto all’accesso all’attività forense, viene ampliata la riserva di attività degli avvocati nel campo della consulenza legale e nelle procedure arbitrali. L’esame di
abilitazione diviene più oneroso, così come le condizioni di praticantato, senza riconoscere ai praticanti nessun diritto di compenso. Si ribadisce il divieto di esercitare l’attività organizzandosi in società di capitali: la paura della concorrenza da parte di forme organizzative più complesse e possibilmente più efficienti accomuna tassisti e avvocati. Unica innovazione, si introduce la società interdisciplinare: si permette a professionisti di più categorie – avvocati, commercialisti e così via – di ripartire tra loro i costi fissi delle strutture (come lo studio) e di sfruttare le sinergie derivanti dalla collaborazione reciproca.
L’Associazione nazionale forense presiede e supervisiona praticamente ogni aspetto della professione. Alla prossima rilevazione dell’Ocse supereremo sicuramente la
Turchia e raggiungeremo la testa della classifica. Un primato di cui andare poco fieri, a meno di essere titolare di un avviato studio legale o, in alternativa, figli di titolare.

IL PROBLEMA DELL’ECCESSO DI AVVOCATI

Basta leggere un romanzo di Gianrico Carofiglio o di Diego Da Silva per comprendere la condizione di sottoccupazione di molti giovani avvocati italiani. Ciò deriva da a) un eccesso di offerta di avvocati, a indicazione del fatto che le barriere amministrative sono uno strumento costoso e inefficiente per limitare l’entrata; b) vincoli alla condotta che limitano le possibilità di crescita professionale dei giovani avvocati. La strada intrapresa dalla legge del 2006 era quella di deregolamentare le condotte, abolendo arcaiche restrizioni alla concorrenza che rendono difficile per i giovani avvocati farsi largo nel mercato forense. La concorrenzaavrebbe assicurato un’allocazione efficiente delle risorse. L’impostazione del disegno di legge va esattamente nella direzione opposta, reintroducendo le restrizioni alla condotta, in vista di probabili ulteriori vincoli all’entrata. Il problema dei troppi avvocati si risolve proteggendo dalla concorrenza i professionisti avviati e riaffermando la dualità di questo mercato del lavoro.
Per capire a chi giova una riforma di questo tipo basta vedere chi l’ha promosso a pieni voti: il presidente del Consiglio nazionale forense, secondo il quale “il lavoro della commissione Giustizia è stato efficace” e il presidente dell’organismo unitario dell’avvocatura italiana, secondo il quale “la commissione Giustizia del Senato ha avuto coraggio, smentendo l’Antitrust che ha contrastato questa riforma”, e “un ulteriore passo è il numero programmato dall’università alla professione” – e chi l’ha criticata – l’Unione giovani avvocati italiani, secondo cui è “stata approvata una controriforma ma contro i cittadini”.

COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE?

La strada che si sta percorrendo per riformare le professioni non promette nulla di buono. Stupisce l’appoggio al disegno di legge da parte dei senatori del Pd, il cui segretario aveva seguito tutt’altra direzione quando aveva responsabilità di governo: impossibile resistere al richiamo della corporazione? Le modifiche marginali proposte in commissione Giustizia del Senato non sono sufficienti. Il senatore Carofiglio, membro della commissione, scrive bei romanzi con protagonista Guido Guerrieri, un avvocato idealista e squattrinato che difende i poveri e i deboli. Questa riforma non aiuterà né avvocati come lui né i loro assistiti, né, in generale, i cittadini. Serve un’inversione netta di tendenza. Altrimenti, meglio lasciare le cose come stanno e tenersi strette le lenzuolate di tre anni fa. Ma sembrano ormai cento.

Tratto dalla voce.info del 22.11.2009



Tuesday, June 9, 2009

355! Sono veramente tanti


355 voti di preferenza. Grande successo a Follonica: ben 355 voti di preferenza tra i 3 candidati GD Francesco Aquino (131 voti), Franceco De Luca (176 voti) e Mirjam Giorgieri (48 voti). Francesco De Luca è il "secondo" più votato di lista. Francesco Aquino, insieme a De Luca, saranno sicuramente consiglieri! Peccato per Mirjam Giorgieri, ma è un ottimo bagaglio di preferenze da cui partire.

E' ormai da quando è nato il PD che
noi Giovani Democratici vinciamo e convinciamo. Tenendoci strettamente sul piano politico:
Mai nulla di regalato. Tutto nostro. Sempre protagonisti.

Oggi, nell'era di Berlusconi si usa ricordare quanti articoli sui giornali
ci riguardano per valutare le attività politiche. Ma lo lasciamo fare ad altri (e questa volta gli concediamo pure il link!); orientativamente direi che ogni articolo negli ultimi due anni è di noi e per noi.
C'è chi dice che siamo (stati) innocui. Ma mi pare che oggi abbiano altro a cui pensare, e anche noi! Per noi è il momento dei complimenti. Solo per oggi però. Da domani ancora sudore e passione.

scrooge

p.s.: comunico che lascio questo blog, questa splendida piattaforma creata qualche anno fa. Continueranno gli altri autori e altri se ne aggiungeranno. Un po' l'età (a 29 anni non si è giovani!), un po' gli impegni, un po' perchè si deve lasciare quando si è in ascesa e mai quando si è in declino.
Sul resto si vedrà.

Wednesday, June 3, 2009

Esprimi una sola preferenza: un Giovane (Democratico) per Follonica


Il 6 e il 7 Giugno vota e fai votare al Consiglio Comunale di Follonica per uno dei Giovani (Democratici)!





Esprimi una sola preferenza:
un Giovane (Democratico) per Follonica


Monday, May 18, 2009

Scrivi De Luca e dai forza ad un Giovane (Democratico) per Follonica



Francesco de Luca, 30 anni (appena compiuti), laureato in Giurisprudenza a Pisa, praticante forense, si occupa in particolare di temi inerenti al diritto del lavoro, risiede a Follonica.

Faccio parte del Gruppo Ambiente del PD follonichese e sono coordinatore di un circolo cittadino. Come candidato alle primarie per il candidato sindaco 2009 del centro-sinistra ho raccolto quasi il 10% dei consensi!
Ho un blog sul quale annoto i miei pensieri e le mie aspirazioni: http://fdeluca.wordpress.com .

Di formazione cattolica di sinistra, ho fatto l'Erasmus a Friburgo in Germania 10 mesi e ho lavorato in Portogallo grazie al progetto Leonardo. Parlo tedesco, inglese, portoghese e un po’ di francese.
Tesi di laurea: L'idea di legge naturale nella filosofia del filosofo cattolico Jacques Maritain.
Registi preferiti: Orson Wells, Aki Kaurismaki, Scorsese, Bergman, il primo Woody Allen, Moretti, Pasolini.
Serie televisive: Prison Break, Lost, Scrubs, Dr.House e Fantozzi.
Letture preferite: la filosofia continentale e i maestri del sospetto (Heidegger, Nietzche, Benjamin, Anna Harendt, Husserl), Don Milani e la scuola di Barbiana
Musica: Rock britannico (The Kinks, Beatles), Folk irlandese, Tom Waits, De André, il Blues dei funerali di New Orleans, gli Eels, la New Wave anni 80 (David Sylvian, Japan), Luigi Tenco, i Pink Floyd, i Baustelle e i Virginiana Millers (da cui viene la frase degli altri mondi possibili e dei giorni immaginabili), i Marlane Kuntz , i mitici Smiths, i Clash, i Velvet Underground, Brian Eno.
Letture preferite: 1984 di Orwell, L'Ulisse e Gente di Dublino di Joyce.
Citazione preferita: La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca (Martin Heidegger).

Perchè mi candido. Le motivazioni sono le stesse delle primarie: MI CANDIDO PERCHE' INATTUALE
Un giovane in una società dominata da logiche di potere è per definizione inattuale, perché il potere non ce l'ha e quindi non lo può gestire. Essere inattuali significa essere anche anticipatori di cose future, che verranno e che ancora non ci sono. In una società aperta, ancor prima che in un partito, si DEVE permettere a chi esprime una visione inattuale delle cose di ESPRIMERSI, gli si deve riconoscere la possibilità di farlo.
Mi candido alle Consiglio Comunale di Follonica per chi non si sente allineato, per chi, pur non vivendo tra le pagine della cronaca locale, ha molto, molto da dire: i giovani prima di tutto, i precari e cassaintegrati, le donne, le famiglie in difficoltà, i più deboli, gli immigrati, i disincantati dalla politica... gli inattuali, appunto.
Mi candido perchè voglio vivere in questa Città per i prossimi 60 anni, se ci riuscirò. E solo nella prospettiva di lungo/lunghissimo periodo si può fare una politica forte e incisiva.
Mi candido perché è solo grazie ad un salto generazionale che possiamo rendere la nostra città un luogo più plurale.
Mi candido perché credo nelle idee. Voglio che temi come l’innovazione, la trasparenza e l’economia della conoscenza siano al centro della discussione politica e dell’opinione pubblica; ma soprattutto lavorerò per una rivoluzione socio-economica “verde” della nostra città.

Aprire il cuore e la mente alla novità è una strada coraggiosa e molto faticosa su cui molti giovani stanno oggi lavorando da persone libere e per questo forse anche un po’ inattuali. È uno sforzo che chiedo anche a voi. Sono convinto che NON E’ e NON SARA’ un esercizio inutile, e che "ci sono giorni possibili e altri giorni immaginabili finchè si è giovani".

Scrivi De Luca
e dai forza ad un Giovane (Democratico) per Follonica

Saturday, May 16, 2009

Pil: -6%

Allegria! E meno male che Silvio c'è!

Friday, May 15, 2009

Panem et circenses



p.s.: solidarietà a Francesca Bencini per gli attacchi vandalici ricevuti.

Thursday, May 14, 2009

NO Ronde

In questo articolo si parla del gruppo su FB tenuto, tra gli altri, dai Giovani (Democratici) per Follonica: Francesco Aquino, Francesco De Luca e Mirjam Giorgieri.

Clicca sull'immagine per scaricare l'articolo.

Tuesday, May 12, 2009

Giovani (Democratici) per Follonica


Ci sono giovani che pensano di fare "politica" giocando alla Playstation, tagliando porchetta e sbandierando per via Roma. E, per fortuna, ci sono giovani che si occupano delle problematiche della città e cercano di capirne le soluzioni.

Giovani (Democratici) per Follonica, candidati al Consiglio Comunale di Follonica

Francesco Aquino
Francesco De Luca
Mirjam Giorgieri



Monday, May 11, 2009

Un giorno ci sveglieremo

Il Premio Nobel per la Pace non è mai stato assegnato ad un italiano dal 1907 ad oggi.
E' finalmente venuta l'ora di sfatare un tabù che dura da più di cento anni, ovvero da quanto nel 1907, ad aggiudicarselo fu Ernesto Teodoro Moneta.
Alla corsa per l'ambito riconoscimento si sono succeduti, in questi anni numerosi politici e capi di Stato, tra i quali potremmo citare, Yasser Arafat, il presidente della Corea del Sud, Kim Dae-Jung, l'ex presidente americano, Jimmy Carter, ed Al Gore.
Oggi crediamo che, anche, l'Italia meriti di ricevere tale riconoscimento, e di essere degnamente rappresentata da Silvio Berlusconi, per il suo indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale.

"L'Italia non deve essere multietnica"

Sentitevi questa agghiacciante intervista a Licio Gelli, e capirete come il discepolo SB ha imparato dal maestro.

Sunday, May 10, 2009

Il presidente che vorrei

So che sono tempi difficili per molti di voi, che ci sono grandi giornalisti che stanno perdendo il lavoro a causa delle difficoltà del settore. Sono tempi di rinnovamento tecnologico, di cambiamento. Ma ci tengo a dire che il vostro servizio è essenziale per la tenuta della democrazia. L'ipotesi di un giorno in cui non vi sia una forte critica nei confronti del governo non è un'opzione contemplata per gli Stati Uniti d'America. Voi a volte peccate di approssimazione. Ma ogni giorno ci aiutate a renderci conto della complessità del mondo in cui viviamo. Questa è una stagione di rinnovamento e di cambiamento. Per questo, sinceramente, vi offro il mio ringraziamento e il mio supporto.


Saturday, May 9, 2009

la mafia è una montagna di merda

Friday, May 8, 2009

De Bortoli ha fatto il radical chic e B. l'italiano medio

In merito a B. da Vespa si è detto di tutto è di più. La maggior parte dell critiche su blog e giornali non le condivido, perchè non insistono sul ruolo determinante di De Bortoli come apripista per la sviolinata stile-amichetto-del-bar-sport che ha portato a B. 10 punti di consenso in più (tranquilli, si accumoleranno nelle prossime settimane). Visto che per me la questione è molto delicata e io non ho strumenti intellettuali per affrontarla propongo la cosa che più si avvicinaalla mia posizione. Così Gramellini:

In tv Berlusconi si è dipinto per l’italiano medio che è. Un padre troppo impegnato sul lavoro, ma che non si è mai dimenticato delle feste di compleanno dei figli, anzi, le ha «sostenute finanziariamente». Un marito distratto, ma capace di romanticismi occasionali e altamente spettacolari, come quando si travestì da nobile berbero per consegnare un gioiello alla «signora». La quale ora non vuole più saperne di lui solo perché si è fidata dei giornali di sinistra, i quali lo hanno dipinto come un depravato seduttore di minorenni, quando invece le cose sono andate così: Silvio era al Salone del Mobile di Milano, ma è dovuto scappare in anticipo per l’imbarazzo che gli procuravano i cori «Grande grande grande» dei fan. Atterrato a Napoli un’ora prima del previsto, ha ingannato l’attesa andando a farsi scattare quattro foto alla festa di compleanno della figlia di un amico. Se adesso la moglie non gli chiede scusa per aver dubitato della sua probità, lui cosa può farci, se non continuare a volerle «un mare di bene»?

In un mondo così meraviglioso e rassicurante c’è poco spazio per l’autocritica. E quando, nel passaggio più rivelatore della serata, Ferruccio De Bortoli, a nome della borghesia lombarda che fu, gli fa notare che un capo del governo non dovrebbe andare a feste di nozze e compleanni, il Premier del Popolo risponde: «Se non andassi ai matrimoni, rinuncerei a essere me stesso. Io parlo con i camerieri, i tassisti, i commessi. Ho un grandissimo rispetto per le persone umili». Applausi in sala e chissà quanti a casa. Questo divorzio minaccia di essere un altro terremoto: nel senso che, invece di togliergli voti, gliene porterà.

Non male anche il puntuale intervento di Leonardo

Wednesday, May 6, 2009

Noemi attaccata

Ma la madre la difende: "Mia figlia è cresciuta alla luce del Vangelo e nel mito di Berlusconi". Però Gesù si fece processare.